Salute e Benessere

 
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Il segreto del cioccolato che mantiene in salute


Il cacao migliora prima di tutto l'umore e non lo fa solo perché la cioccolata è buona, ma anche perché contiene principi attivi che agiscono direttamente sul cervello, modulandone l'attività.

Molti avranno già sentito nominare la serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore. Oltre a contenerne una certa quantità il cacao fornisce anche il suo precursore, favorendone così la produzione direttamente nell'organismo. Meno note sono la feniletilammina, la difenilidantoina e la teobromina; la prima promuove il rilascio di endorfine da parte del cervello che oltre a favorire il buonumore riducono la sensibilità al dolore; la seconda è un anti-depressivo naturale e la terza è in grado di supportare gli impegni prolungati e gli sforzi fisici più estenuanti, facendone l’alimento perfetto per maratoneti, alpinisti, ciclisti, podisti e di coloro che stanno chini sui tavoli per lunghe e faticose ore: gli studiosi.

Se a tutto ciò si aggiunge anche una certa dose di caffeina – che comunque è limitata a concentrazioni 10 volte inferiori rispetto a quelle presenti nel caffè – la sferzata di energia positiva è assicurata.

I benefici del cacao non finiscono però qui. Grazie alla sua azione vasodilatatrice riduce la pressione sanguigna e favorisce la circolazione del sangue anche a livello dell'epidermide. Non solo, grazie ai suoi antiossidanti aiuta a ridurre i valori della glicemia a digiuno, riduce i livelli di colesterolo totale e di quello “cattivo” e aiuta a difendere la pelle dall'azione nociva delle radiazioni ultraviolette presenti nei raggi del sole.


Cioccolato e sorriso


Lavarsi i denti dopo aver consumato dolci è una buona abitudine poiché gli zuccheri sostengono i batteri del cavo orale, ma alcuni studi recenti stanno cambiando radicalmente l’idea che il cioccolato sia dannoso per la salute e la bellezza del nostro sorriso.

I ricercatori bostoniani del MIT, il Massachussets Institute for Technology, hanno scoperto che il cacao produce un potente inibitore della carie e una équipe dell’Università di Osaka, in Giappone, ha pubblicato sulle pagine della rivista inglese “New Scientist”una tesi che afferma che il cacao aiuta a prevenire e combattere la carie più di qualsiasi dentifricio in circolazione: la sorprendente tesi poggia sulla scoperta che gli agenti antibatterici contenuti nel cacao hanno la meglio sugli zuccheri di qualsiasi dolciume al cioccolato, riducendo perciò il rischio carie. Questi agenti – spiegano gli scienziati – sono presenti soprattutto nella buccia dei semi di cacao, normalmente buttata via durante la produzione del cioccolato. Ed è un peccato, perché se fosse aggiunta a colluttori e dentifrici, ne aumenterebbe l’efficacia.

Infatti il batterio responsabile della carie (Streptococcus mutans) sfrutta il glucosio dello zucchero per il suo metabolismo rilasciando acidi che intaccano la salute del dente.

Il batterio chiamato in causa produce il glucano, una molecola adesiva che concorre alla formazione della placca. Ebbene, i tannini del cacao sono in grado di bloccare il glucano, interrompendo la catena batterio-placca-carie.

Naturalmente affinché le proprietà benefiche del cioccolato siano di supporto e non d’intralcio alla cura dei denti è consigliabile orientare il proprio consumo sui cioccolati fondenti amari se non addirittura sulle fave grezze del cacao.



Uova di cioccolato a Pasqua?

Meglio tutto l’anno.


Che la carica di antiossidanti contenuta in una tavoletta facesse bene alla salute, e in particolare a quella del cuore e della circolazione, è cosa risaputa, ma è noto che la quantità di grassi e zuccheri che la compongono non sono un toccasana per la bilancia.

I ricercatori della University of California di San Diego sono di parere opposto: affermano infatti che chi mangia spesso cioccolato risulta più magro di chi ne mangia meno di frequente. Parola di Beatrice Golomb e colleghi che pubblicano su Archives of Internal Medicine uno studio che ha coinvolto circa 1.000 persone.

Nonostante il suo contenuto calorico, il cioccolato è ricco di sostanze che possono favorire la perdita di peso, piuttosto che la sintesi del grasso. Lo dimostra l'indice di massa corporea (BMI, rapporto tra peso e altezza moltiplicato per se stessa) rilevato sui volontari. A ognuno di essi era stato chiesto quanto cioccolato consumasse durante la settimana.

I dati sono stati sorprendenti: contrariamente a quello che si aspettavano, i ricercatori si sono accorti che il maggior consumo di cioccolato era associato a indici di massa corporea più bassi, quindi a soggetti più magri. Resta da capire se tra coloro che avevano qualche chilo di troppo non ci fosse anche una maggiore reticenza a confessare qualche peccato di gola in più. Per questo, confermato il potere benefico del cioccolato, i nutrizionisti consigliano sempre un consumo moderato del “cibo degli dei”.

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Un altro studio dell'Università di Granada pubblicato sulla rivista Nutrition mette in luce questa potenzialità poco nota del cioccolato: aiuta a dimagrire, ma non nel senso che immaginano i golosi, ossia più ne mangi, più perdi peso. Miracolo che alle cose buone non è ancora concesso.

No, il cioccolato grazie alla sua composizione di grassi e antiossidanti ha due effetti positivi che aiutano la distribuzione del grasso corporeo, evitando che si accumuli proprio lì dove è brutto e nuoce, ovvero su pancia, fianchi, cuore e sistema circolatorio.

Monitorando il consumo di 1.500 adolescenti, i ricercatori dell'Università di Granada al pari dei colleghi della University of California di San Diego, hanno scoperto che l'abitudine a mangiarne è inversamente proporzionale ai grassi corporei. Lo hanno stabilito nell'ambito del progetto HELENA (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence), un progetto Europeo che ha coinvolto sei Paesi, dimostrando con alcuni indicatori specifici che i giovani consumatori non risentivano dei loro peccati di gola: calcolo dell'indice di massa corporea, del girovita e di una analisi fisica detta della bioimpedenza, applicata alla trasformazione dei grassi.

Il nesso, ipotizzano i ricercatori, è da ritrovarsi nella capacità degli antiossidanti contenuti nel cioccolato di ridurre gli stati infiammatori, riducendo la formazione del grasso bianco, quello più difficile da bruciare, a favore di una migliore distribuzione di quello bruno, il “grasso buono”, che si perde per effetto dei cambiamenti della temperatura esterna ed è soprattutto regolato da un sistema di pulizia cellulare più efficiente e meno dannoso per il cuore.

 

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I testi informativi sulla salute sono raccolti da Salute24 del Sole 24Ore, Medicinalive.com, New Scientist e Nutrition.